• Le foto delle fasi del restauro dell’Aquila del Monumento ai Caduti. Ma del resto dell’opera non si sa ancora nulla
    30/05/2012 | Edicola di Pinuccio

    CINQUEFRONDI – Del resto del monumento ai Caduti, a cominciare dal bassorielivo di Riggio, non se ne sa ancora nulla, nè ancora risultano recuperati i blocchi basaltici che ne costituivano la base. Ma dell’aquila in cemento, aggiunta all’opera durante il fascismo, possiamo vedere le varie fasi del restauro. Angelo Macedonio, consigliere comunale di Uniti per il Popolo e rappresentante del Comune di Cinquefrondi in seno alla Giunta della Comunità Montana Versante Tirrenico Settentrionale, ci ha fatto pervenire una ricca documentazione fotografica che racchiude tutte le fasi relative al restauro dell’Aquila del Monumento ai Caduti. Una storia particolare quella dell’Aquila e del monumento che è stata seguita con attenzione nelle pagine dell’Edicola sin dalla rimozione dal suo “ultimo posto”, al centro di una piazza cementificata nei primi anni ottanta, a mò di spartitraffico. Rinchiusa nella gabbia di ottone sembrava osservare i passanti e spesso è stata anche oggetto di qualche “ritocco estetico” di qualche vandalo notturno che null’altro aveva da fare che prendersela con una realizzazione povera nei materiali ma grande nel significato e nei contenuti simbolici. All’inizio dei lavori di ristrutturazione della Piazza della Repubblica la statua, rimossa e posizionata in altro luogo in attesa di intervento di restauro, è rimasta a giacere tranquilla e mutilata in più parti. Con il completamento delle operazioni di restyling della Piazza si sperava che la stessa fosse rimessa a nuovo ed a posto, ma le somme a disposizione erano terminate e  non era ben chiaro nemmeno dove dovesse essere posizionata. L’attenzione della collettività si è andata gradualmente alzando ed anche sull’Edicola la questione monumento è stata più volte ripresa fino a quando,  Angelo Macedonio, bontà sua,  ha deciso di prendere la situazione in mano. E lo ha fatto nel senso materiale dell’espressione. L’operazione restauro è iniziata quasi in maniera “top secret”. L’Aquila, lasciato l’oblìo di un deposito comunale, veniva trasportata, stanca, afflitta e mutilata, in un luogo  dove poter effettuare il restauro in maniera discreta e senza visite di disturbo. La collaborazione tra Angelo Macedonio, il suo collega amministratore Giancarlo Raso ed un ingegnere palmese suo amico ha portato, dopo un lungo ed estenuante lavoro che ha comportato costo zero per i cittadini cinquefrondesi, alla restituzione dell’Aquila alla cittadinanza con il posizionamento sul piedistallo nel frattempo appositamente costruito. Sabato Santo la scopertura del telo e l’inaugurazione del nuovo monumento ripresa in diretta web dalle telecamere di Cinquefrondi Channel, oggi Angelo ci fa pervenire e volentieri pubblichiamo le foto delle fasi del restauro che integralmente inserite nel breve video fotografico a margine di queste colonne insieme al video dell’inaugurazione del monumento. Ad Angelo il ringraziamento dell’Edicola e dei suoi lettori e l’invito a non abbandonare mai il vero senso dell’impegno, anche fisico, per la collettività.


     
  • 1 commento

    1. Rino Macedonio

      Un caloroso ringraziamento ad Angelo Macedonio e a quanti hanno contribuito al ripristino del monumento ai caduti cinquefrondesi.

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