• Rappoccio, consigliere regionale, replica a Chizzoniti: “Mai ottenuti privilegi, se non guadagnati”
    02/11/2011 | Antonio Rappoccio, cons. regionale | Newz.it

    REGGIO CALABRIA – “Non esiste un “Caso Rappoccio”. Il caso esiste soltanto nella mente del primo dei non eletti che a tutti i costi, in un modo o in un altro, cerca di denigrare ogni tipo di comportamento usato a difesa della libertà personale e della decenza, che tante volte è stata superata. È da quasi due anni che il Signor Chizzoniti tenta a tutti i costi di ottenere un risultato che non gli appartiene: non si può chiedere a livello personale la condanna di una persona che non ha fatto assolutamente niente, se non politica. Vorrei rammentare al Signor Chizzoniti, uomo di legge, che il nostro sistema giuridico si fonda sul principio di innocenza e che i processi si svolgono nelle sedi apposite che sono i tribunali, non le pagine dei giornali! Ricordiamo tutti quanti che il Signor Chizzoniti è in politica da tanti anni e non per questo io ho mai puntato il dito: è strano che le mie affermazioni, apprese dal mio legale, Avvocato Giacomo Iaria, possano aver suscitato delle enormi “sorprese” al Signor Chizzoniti, conosciuto per le sue “famose” arringhe personali nei confronti di chi, purtroppo, ha avuto la sfortuna di incappare in un risultato a lui ostile. Oggi, 2 novembre, vado a commemorare i defunti, perché ritengo che il rispetto loro dovuto sia indispensabile, perché i vivi, questo rispetto, devono ancora guadagnarselo. Non mi sono mai lamentato delle continue angherie da parte del Signor Chizzoniti e, soprattutto, mi sono affidato esclusivamente alla magistratura, convintissimo che il rispetto della legge appartenga agli uomini che in essa credono. Non sono mai sceso a bassezze né, tantomeno, intendo farlo, però volevo ricordare al Signor Chizzoniti che non ho mai ottenuto privilegi nei confronti della mia persona, se non effettivamente guadagnati. Non ho mai avuto in testa di ostacolare la magistratura, né ho mai pensato di poterlo fare, visto che il rispetto nei confronti della legge, per me, è sacro. Non ho accesso a segrete stanze, né tantomeno mi appartengono chiavi: io non ho prodotto esposti ma solo ed esclusivamente querele che, mi auguro, la solerzia del Signor Chizzoniti sia messa a disposizione per andare a visionarle. La sollecitazione di un’ispezione alla Procura e l’avocazione delle indagini chieste dal Signor Chizzoniti la dicono lunga sull’accanimento personale nei miei confronti, perchè non contento del risultato che lui stesso sperava di ottenere; il lavoro svolto con impegno da parte della polizia giudiziaria, ha dichiarato il Signor Chizzoniti, “non ha fornito adeguate risposte ai tantissimi dubbi ed interrogativi” che, stranamente, appartengono soltanto al primo dei non eletti. Io mi domando: se il Signor Chizzoniti, al posto dell’avvocato avesse fatto il chirurgo, che scelte avrebbe usato per operare, se gli strumenti che usa sono questi? Poveri noi! La mia risposta è rivolta solo ed esclusivamente alle tantissime persone che, come me, credono nella giustizia prima, e nella vera politica dopo.”

     

    Antonio Rappoccio
    Consigliere regionale